vineri, 8 octombrie 2010

Sul multiculturalismo

Borghi medievali, dipinti, monumenti di tutti i tipi, statue, palazzi, castelli, vengono introdotti nel patrimonio Unesco per essere protetti, cibi e bevande tramite etichette di denominazione protetta anche loro vengono tutelati, i sindaci dal canto loro nelle città d'arte emanano ordinanze per salvaguardare l'architettura, l'aspetto, l'atmosfera specifica della urbe.

Non è chiaro allora perchè quando si tratta dell'identità e della cultura del popolo si sventola sempre con ostentazione la bandiera del multiculturalismo, come se fosse una virtù, senza prendere più in considerazione questa volta i criteri che hanno spinto a prendere misure di protezione per gli altri beni del patrimonio come quelli sopra detti. O forse l'identità nazionale non è degna di essere tutelata in quanto non fa parte del patrimonio culturale del mondo ma è solo fonte di discriminazioni ed odio come quasi sempre il ritornello dei media e del political corect ci ricordano.

In questo senso, l'italiano che incomincia a sentirsi straniero a casa sua e lo straniero espatriato da una "mano invisibile" dal suo paese non sono rivali ma sono vittime di uno stesso sistema che solo gli ingenui possono considerare come "naturale evoluzione" del mondo.

Arriverà un giorno in cui tutto il miscuglio di culture che si continua a promuovere si riduca a un semplice e orribile kitsh nel quali nessuno si indificherà più e dove i pochi rappresentanti delle rispettive culture nazionali saranno talmente rari da essere proclamati a loro volta come patrimonio UNESCO per salvaguardare gli ultimi residui culturali dei loro popoli.

Tuttavia non vorrei sembrare apocalittico.


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